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zucchi Susi Zucchi nasce a Carpi (mo) ove risiede e lavora. L’amore per l’arte inizia molto presto con i primi approcci alla pittura e alla poesia: dalla madre poetessa assimila l’esigenza di esprimere liberamente le proprie emozioni sia coi versi che con i colori. L’attività di designer/stilista nel campo della moda la porta a fare frequenti viaggi, soprattutto in India e Indonesia dalle quali assorbe la suggestiva forza dei colori. Trascorso un periodo di studi ed approfondimenti dei principali aspetti dell’arte contemporanea, durante il quale la vena poetica ha prevalenza rispetto a quella pittorica, riprende poi con maggior assiduità la sua produzione artistica, consolidando una tecnica originalissima che si basa sul polimaterico, avvalendosi di pittura acrilica, stoe, frammenti di vetro, minerali ed altri materiali con uno stile del tutto personale. La figura è talvolta presente, ma con una libertà creativa che rasenta l’informale. Indaga sopratutto il mondo dell’intimità femminile in tutti i suoi aspetti, dalla fertilità alle profondità emozionali.

 

“L’ispirazione è come una tempesta, dove passa scuote e trasforma tutto in qualcos’’altro e nulla rimane più come prima. Anche un oggetto banale si trasforma se la creatività se ne appropria, che sia quadro, scultura o poesia. Il poeta vede oltre le parole, l’artista vede oltre i segni e le forme, anzi ne deve trovare ogni volta dei nuovi, per esprimere l’immateriale e la sua unicità.

La pennellata è un gesto spontaneo; la mano arriva per prima alla sintesi, prolungamento dell’emozione, ma quel gesto è un compendio di visioni, ricordi e sensazioni precedenti e ne racchiude ed esprime la storia, anche se cerca di liberarsene per riappropriarsi di una unicità che, vergine, appartenga solo all’artista e in quel momento. Ogni segno è un orizzonte ed oltre ad esso è la vita ma sempre a noi percepibile se il cuore è aperto. Territorio di indagine per me molto sentito è il mondo dell’intimità femminile, della fragilità nella solitudine dei sentimenti e la paura della loro forza,coltivando come un dono l’incanto delle emozioni che regalano.

Nel bianco quasi totale, un corallo rosso, quasi un cuore pulsante legato e inchiodato alla tela, provocatorio come la verità, si nasconde come i sentimenti, ma è così vivo da rendere viva ogni cosa intorno a sé. Il sangue – quindi il rosso – è sempre presente nella vita della donna, soprattutto negli eventi più intimi: ciclo-parto e la segue nei suoi diversi ruoli spesso coesistenti di donna-figlia, donna–madre, donna–moglie, donna–accoglienza, donna-sostegno, quindi donna-albero. Questi alcuni dei temi in cui mi riconosco e che sento profondamente, oltre, naturalmente, alla magia dei colori, allo stupore e alla gratitudine che provo ogni volta che mi sento sopraffatta da un’emozione e sorge l’impellenza di esprimerla”.

Susi Zucchi